martedì 3 aprile 2012

L'arte delle liste di Dominique Loreau

Difficile per me esprimere un giudizio su questo libro attraverso il sistema aNobiiano delle stelline; ma anche cercare di definirlo a parole mie non è impresa facile.

Pure, cimentandomici, il primo aggettivo che mi viene in mente è "pericoloso".

Per certi versi è un libro perfetto per me, per essere più precisi per quella parte di me che sogna da sempre di essere efficiente, organizzata, sempre in controllo quasi pressoché di tutto, dal contenuto del frigorifero alle vacanze, dalla programmazione delle faccende domestiche (stendiamo un velo pietoso sull'argomento, please) ai ricordi del passato, dalla collezione dei cd alla mia libreria (e benedetto sia aNobii per questo).

Perfetto, questo libro, lo è anche, e soprattutto (e qui sta il pericolo), per quel mio lato indubbiamente maniacale e morboso che ama le liste, appunto, gli elenchi, i cataloghi, i repertori, gli indici e gli archivi, e rischia di trovare soddisfazione e appagamento semplicemente nell'atto di catalogare e inventariare l'esistente, senza dover necessariamente farci i conti nella realtà dei fatti; quel lato che mi ha fatto sempre amare le biblioteche, i loro schedari cartacei compilati a mano da pazienti impiegati e consultati da studenti, professori universitari, laureandi, curiosi, il variegato mondo che popola queste meritevoli istituzioni (e che brutto che ora questi schedari siano dei freddi files da consultare utilizzando una tastiera e uno schermo, benché ovviamente ciò abbia semplificato enormemente la vita di chi vuole servirsene).

Ho da sempre l'abitudine di prendere appunti su quasi qualunque cosa e su quasi qualunque supporto: mi servo di scontrini, ricevute del bancomat, carte delle caramelle, fazzolettini del bar, dépliants, biglietti scaduti dell'autobus. Pur avendo un'agenda e molti taccuini di diverso formato e genere, difficilmente me ne servo per scriverci, preferendo loro – senza alcuna ragione intelligente, ma solo per pigrizia - tutti questi pezzetti di carta che finiscono, poi, immancabilmente, per perdersi, spiegazzati e dimenticati, nei misteriosi e inquietanti meandri della mia borsa.

Il sistema teorizzato dall'autrice per ovviare a questa incresciosa situazione (evidentemente sono in buona compagnia) è forse un po' troppo dettagliato e preciso per me, ma ragionevole se adattato alle mie possibilità e soprattutto alle mie esigenze.

E sebbene alcune liste mi siano francamente incomprensibili (“Scene di film romantici ambientati a New York sotto la neve”, “Varietà di muschio per il giardino”, “I favori che vorreste chiedere all'aldilà”, “Descrizione di un piccolo altare pieno di oggetti che rappresenti il centro del vostro io”, per citarne alcune), ce ne sono altre la cui compilazione potrebbe indubbiamente semplificarmi l'esistenza (penso a quelle riguardanti i viaggi e la preparazione della valigia, per me sempre un incubo), offrirmi prospettive inedite su questioni o problemi irrisolti, mettermi maggiormente in contatto con tutto il buono e il bello della mia vita, tenere traccia di momenti preziosi che possono rischiare di scivolare lentamente nell'oblio o quanto meno di appannarsi.

Che dire? Proverò.



Dominique Loreau, L'arte delle liste, traduzione di Ornella Ciarcià, Antonio Vallardi Editore 2012.

16 commenti:

  1. Ma a proposito di liste… Mi piacerebbe raccomandarti le riflessioni di Umberto Eco e la lista di post sul tema delle liste della stessa Maria Popova…

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    1. Maria Popova è un genio. Trovarsi nel suo sito è come essere davanti alla vetrina di un pasticcere e non sapere quale pasticcino comprare. Grazie per i suggerimenti!

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  2. Amo anch'io le liste e me ne servo spesso (da quella dei libri da comprare a quella delle cose da portare al mare) ma dalle tipologie tratte dal libro che citi tu mi sa che lì si sconfina nella malattia mentale compulsiva, o nel non saper cosa fare per passare il tempo (varietà di muschio per il giardino? ma vaff... :D). Francamente, credo che l'editoria potrebbe sforzarsi di trovare di meglio, da proporre... :)
    Abbracci paperi!

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    1. Sì, l'ho scritto chiaramente: questo libro ha indubbiamente delle idee interessanti (almeno per me, ovvio) ed altre francamente bizzarre - per non dire assurde o, peggio, stupide. Io sono una grande lettrice di libri di questo genere: mi basta trovarci un'idea che mi vada bene per sentire che comunque non ho sprecato il mio tempo e il mio denaro.
      Abbracci paperi e nipoteschi

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  3. Per una maniaca ossessiva dell'ordine e delle liste come me sembrerebbe il libro perfetto.
    Ma la lista di liste di cui tu dai un esempio in fondo mi fa quasi paura. Meglio che resti col mio amato Perec e col suo " Penser est classer"

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    1. Perec viene ovviamente citato in questo libro; in particolare si parla di "Mi ricordo" e di "Le cose", il primo edito da Bollati Boringhieri e il secondo da Einaudi.

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  4. Mah! Chi ha bisogno di liste, ha bisogno di attenuare ansie. Me lo suggerisce la frequentazione di veri e propri maniaci dell'ordine che hanno tentato ( in parte riuscendovi ) di irregimentare anche me. Che dire, il mondo è vario... Basta non illudersi di spegnere piccole ansie con un'ansia più grande e , come dici tu, pericolosa...

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    1. Sì, irregimentare la realtà è un modo indubbiamente per sedare certe ansie ed avere la sensazione (l'illusione) di avere sotto controllo la vita. Io penso che le liste siano strumenti e ogni strumento è in sé neutro: può diventare una nevrosi ossessiva, un'arma contro se stessi e gli altri, oppure un utensile che rende la vita quotidiana un po' meno delirante e un po' più piacevole. Dipende dalla mano di chi le usa.

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  5. lo devo assolutamente leggere. in effetti penso che il caos in cui è precipitata la mia vita negli ultimi anni potrebbe avere a che fare proprio con il non fare più le check-list :-)
    ad esempio delle valigie per le vacanze, che prima redigevo meticolosamente, riuscendo a comporre valigie contenute ma efficaci, mentre adesso, senza liste, produco valigie di dimensioni colossali e ingestibili.

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    1. Io credo che il caos in cui è precipitata la tua vita negli ultimi anni si chiami "due figli" :-)
      Scherzo!
      Hai toccato un punto nevralgico anche per me: le valigie, mio grande incubo. Sono 15 anni che viaggio e non ho ancora imparato a fare una valigia. Chissà che questo libro non mi aiuti a farlo.

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  6. Benvenuta alla gemellina numero due (poi sai che la prima è giacy.nta...) Anch'io ritrovo nella borsa (dimensione stile quella di Mary Poppins) post-it che avevo scritto mesi (se non stagioni) prima. Anch'io odio fare le valigie, anch'io raccolgo, raccolgo e raccolgo biglietti dei ristoranti,quelli degli artigiani dei mercatini, articoli che mi interessano, ricette (che non faccio mai) etc etc. Quindi mi consigli di comprare il libro?!
    Besos&Bye elencati in perfetto ordine alfabetico (come in ogni lista che si rispetti)

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    1. Magari comprare il libro no; se lo trovi in biblioteca o se qualche amica te lo presta...
      Saluti affettuosi

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  7. anche io ho una parte di me che sogna di essere perfettamente organizzata, ma si scontra costantemente con un'altra parte più forte.
    Il tuo blog e la tua libreria sono sempre una fonte di spunti interessanti, anche per una persona allergica alle liste come me.

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    1. Mi pare che questo sia un conflitto comune a molte persone: il sogno di una vita finalmente organizzata e più vivibile cui si ribella quella parte di noi per cui organizzazione è sinonimo di morte di ogni spontaneità e piacere. Materia su cui riflettere.
      Grazie per il tuo commento: mi fa molto piacere poter dare spunti, davvero.

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  8. "che ama le liste, appunto, gli elenchi, i cataloghi, i repertori, gli indici e gli archivi, e rischia di trovare soddisfazione e appagamento semplicemente nell'atto di catalogare e inventariare l'esistente, senza dover necessariamente farci i conti nella realtà dei fatti"
    Mi viene in mente "Bouvard e Pécuchet" di Flaubert.

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    1. E bravo Alberto, sì.
      Saluti affettuosi

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